BENVENUTA, CONSAPEVOLEZZA

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Benvenuta in questa nuova realtà, benvenuta in questa nuova era e a tutto quello che ci porterà, dove l’uomo, più di ieri, e’ chiamato a conoscere, ad essere il protagonista e risolutore del proprio vissuto.

L’Era del ritorno all’Uomo. Benvenuta comunque, – perché qualsiasi cosa sia – non e’ tanto importante quello che ci accadrà quanto piuttosto come noi interagiamo con tutto ciò.

Consapevolezza

Ogni periodo, ogni momento, addirittura, ogni istante è buono per prendere consapevolezza” di chi siamo, che cosa facciamo e cosa vogliamo per il nostro futuro. Noi abbiamo la capacità di creare qualsiasi cosa desideriamo: a condizione che conosciamo come fare e che siamo disposti a pagarne il prezzo (spesse volte non in denaro).

Sviluppare il senso di responsabilità (= abilità di rispondere) e di buona volontà

(= volontà di bene) individuare e concretizzare un effettivo amore per e nel servire

(= essere utile), e organizzare la propria vita in modo da trarne ogni giorno il massimo

( = vivere al meglio).

Quindi benvenuta consapevolezza, benvenuta davvero a tutto ciò, anche se – è un dato di fatto- nel mondo, in questo momento, moltissime persone trascorrono la loro esistenza con ben poca o nessuna gioia.

Benvenuta per tutti, ma soprattutto per il cosiddetto “uomo medio”, per il quale la vita spesso e’ un fatto quasi meccanico, un lungo turno di lavoro da dover sostenere per sopravvivere, per galleggiare economicamente, per tenere il passo con il mondo.

Molti dalla mattina alla sera, fanno le stesse cose nello stesso modo, non solo nel lavoro, ma anche nel tempo libero, nella famiglia e nel rapporto con se e con gli altri: “continuando così e’ assolutamente impossibile migliorare o trovare nuove soluzioni a vecchi problemi”.

Per VIVERE AL MEGLIO e’ indispensabile fare qualcosa di nuovo –per crescere e progredire– e di diverso da quello che si e’ fatto finora: bisogna uscire da vecchi schemi, soliti schemi –bisogna essere meno indifferenti, conoscere prima, per poi cambiare-.

Tutto ciò va fatto non necessariamente perché si è stufi o non soddisfatti di come si sta vivendo, ne’ perché si vuole fuggire dalla propria realtà.

In verità tutto ciò va fatto perché a un certo punto della vita e questo potrebbe essere il nostro momento ci si  rende conto che esistono altre prospettive dalle quali possiamo guardare le cose; avvertiamo sul piano della consapevolezza” che l’equilibrio non e’ un punto di riferimento statico ma e’ un divenire in continua trasformazione.

E allora ? Allora, invece di cercare sempre la sicurezza e il tornaconto in tutto ciò che facciamo, per una volta proviamo a non pensare, entriamo in contatto con noi e ascoltiamo; e poi seguiamo quella voce, comportiamoci secondo il nostro cuore: scopriamo che la vita può essere una vera e grande gioia, non solo per noi, ma per tutti coloro con i quali siamo in contatto.